Archivi categoria: Pubblicazioni

falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova falso testo di prova v

Gli obblighi delle parti in caso di conto corrente cointestato

Cass. Sez. II, 23.2.2021 n. 4838

Diritto delle obbligazioni e contratti – conto corrente – contestazione – diritti sul saldo – condizioni

In caso di conto corrente cointestato tra coniugi, il debito e il credito solidale si dividono in quote uguali, solo se non risulti diversamente. Va escluso, ove il saldo attivo derivi dal versamento di somme di pertinenza di uno solo dei correntisti, che l’altro possa, nel rapporto interno, avanzare pretese su tale saldo ma, ove anche non si ritenga superata la detta presunzione di parità delle parti, va altresì escluso che, nei rapporti interni, ciascun cointestatario possa disporre in proprio favore, senza il consenso espresso o tacito dell’altro, della somma depositata in misura eccedente la quota parte di sua spettanza.

L’erogazione di nuova finanza in sostituzione dell’esposizione precedente non è di per sé sempre revocabile

Cass. Sez. I, 22.2.2021 n. 4695

Diritto delle obbligazioni e contratti – mutuo – ripianamento perdite precedenti – revocatoria – condizioni

Il ricorso al credito come mezzo di ristrutturazione del debito è previsto dalla stessa normativa vigente (artt. 182 bis e 182 quater LF) e consiste nella erogazione da parte della banca di nuova liquidità funzionale non solo all’azzeramento della preesistente esposizione debitoria ma anche a rimodulare, attraverso nuove condizioni contrattuali (tasso, durata del rimborso, ecc…) l’assetto complessivo del debito. In questo caso la banca svolge la sua funzione istituzionale di erogazione del denaro, si rivaluta un nuovo rischio e il mutuo e l’ipoteca relativa non sono revocabili.

Il mutuo concesso solo per trasformare il credito della banca da chirografario a garantito è impugnabile con la revocatoria

Cass. Sez. I, 22.2.2021 n. 4695

Diritto delle obbligazioni e contratti – mutuo – ripianamento perdite precedenti – revocatoria – ammissibilità

La stipulazione di un contratto di mutuo con la contestuale iscrizione di ipoteca sui beni del mutuatario, ove non risulti destinato a procurare a quest’ultimo un’effettiva disponibilità di denaro, essendo egli già debitore in virtù di un rapporto obbligatorio non assistito da garanzia reale, non costituisce necessariamente né un contratto simulato (volto a dissimulare la concessione di una garanzia per il debito preesistente) né una novazione (volto a sostituire un debito chirografario con un debito garantito) ma un negozio con cui il debitore utilizza effettivamente l’importo erogato per estinguere passività precedenti. In questo caso l’operazione è impugnabile con l’azione revocatoria perché fa estinguere i debiti precedenti con mezzi anormali e perché fa costituire una garanzia per il debito preesistente. Non si ha però né una simulazione né un contratto nullo per motivo illecito comune. La somma erogata allora va ammessa al passivo del fallimento del debitore.

La clausola di indicizzazione nel leasing non è un derivato

Cass. Sez. III, 22.2.2021 n. 4659

Diritto delle obbligazioni e contratti – leasing – canoni – valuta – indicizzazione – derivato – insussistenza

La clausola di indicizzazione al cambio di valuta straniera, inserita in un contratto di leasing «in costruendo», non integra uno strumento finanziario derivato, essendo assimilabile solo finanziariamente, ma non pure giuridicamente, al «domestic currency swap», costituendo solo un meccanismo di adeguamento della prestazione pecuniaria.

Il mancato integrale pagamento dei crediti privilegiati non giustifica il rifiuto dell’accordo di ristrutturazione

Cass. Sez. VI, 18.2.2021 n. 4270

Diritto della crisi di impresa – accordi di ristrutturazione – mancato pagamento integrale crediti privilegiati – rifiuto – illegittimità

Non può essere rifiutato l’accordo di ristrutturazione del dedito solo perché la proposta prevede il soddisfacimento non integrale dei crediti privilegiati, pegno e ipoteca.

Nei contratti di conto corrente la banca può imputare i versamenti agli interessi solo se il versamento ha carattere solutorio

Cass. Sez. I, 15.2.2021 n. 3858

Diritto bancario e dei mercati finanziari – conto corrente – addebiti – rimesse – natura solutoria o ripristinatoria – imputazione – condizioni

Nei contratti di conto corrente bancario cui acceda un’apertura di credito, il meccanismo di imputazione del pagamento agli interessi, di cui all’art. 1194 c.c., comma 2, trova applicazione solo ove sia configurabile un pagamento in senso tecnico-giuridico, ovvero in presenza di un versamento avente funzione solutoria in quanto eseguito su un conto corrente avente un saldo passivo che ecceda i limiti dell’affidamento; ne consegue che non può mai configurarsi un’imputazione ad interessi ex art. 1194 c.c., comma 2, non essendo questi immediatamente esigibili, ove l’annotazione di tali interessi avvenga su un conto che presenti un passivo rientrante nei limiti dell’affidamento e neppure la stessa annotazione determini il superamento di tale limite, avendo la successiva rimessa una mera funzione ripristinatoria della provvista.

Per calcolare la natura solutoria o ripristinatoria delle rimesse in conto questo va depurato prima dagli addebiti illegittimi

Cass. Sez. I, 15.2.2021 n. 3858

Diritto bancario e dei mercati finanziari – conto corrente – addebiti – rimesse – natura solutoria o ripristinatoria – rettifica – necessità

Al fine di verificare se un versamento abbia avuto natura solutoria o ripristinatoria, occorre previamente eliminare tutti gli addebiti indebitamente effettuati dall’istituto di credito e conseguentemente rideterminare il reale saldo del conto.

La domanda di nullità dei singoli movimenti e di rettifica del saldo del conto corrente è imprescrittibile

Cass. Sez. I, 15.2.2021 n. 3858

Diritto bancario e dei mercati finanziari – conto corrente – addebiti – nullità – rettifica – prescrizione – insussistenza

Ove venga dedotta la nullità del titolo in base al quale gli interessi sono stati annotati, essendo l’azione di nullità imprescrittibile a norma dell’art. 1422 cc, l’operazione di rettifica del conto non può essere sottoposta a un termine predefinito, essendo legata inscindibilmente all’esito e agli effetti dell’azione di nullità proposta, con la conseguenza che la rettifica del conto avrà sempre necessariamente luogo, senza limiti di tempo, in caso di accoglimento dell’azione di nullità che abbia dichiarato l’illegittimità del titolo su cui è fondata l’annotazione in conto.

La valutazione della legittimità o meno della segnalazione in centrale rischi

Cass. Sez. III, 9.2.2021 n. 3130

Diritto bancario e dei mercati finanziari – Centrale Rischi – segnalazione – presupposti

Il giudice chiamato a valutare la legittimità della segnalazione in Centrale Rischi di Bankitalia non può limitarsi a prendere atto che il debito era effettivamente dovuto, ma deve stabilire con valutazione ex ante, dal punto di vista oggettivo, “se le ragioni addotte dal debitore a fondamento del rifiuto di pagamento fossero sorrette almeno da un fumus di fondatezza”. Mentre, dal punto di vista soggettivo, “se il debitore potesse ritenersi in buona fede nel momento in cui quelle ragioni ha accampato”.