Come va inserito il privilegio MCC della banca nel concordato preventivo

 In Crisi d’impresa

Cass. Sez. I, 3.8.2026 n. 24405

Diritto della crisi e dell’insolvenza – concordato preventivo – credito garantito MCC – piano concordatario – redazione – modalità

Il privilegio introdotto dall’art. 9/5 Dlgs. n. 123/1998 riguarda i crediti dell’ente pubblico o, per meglio dire, delle società cui la legge attribuisce il compito di gestire i fondi pubblici destinati agli interventi di sostegno alle imprese, anche nel caso in cui l’agevolazione consista in una garanzia prestata a favore della banca privata, in modo da favorire il finanziamento all’impresa. Nel caso si verifichi l’insolvenza dell’impresa beneficiaria e questa intraprenda la strada del concordato preventivo, la soluzione adottata dalla prassi e dalla giurisprudenza di merito è stata solitamente quella ora fatta propria dal legislatore con il decreto legislativo correttivo n. 136 del 2024, che ha aggiunto nell’art. 87/1 lettera p-bis CCII, in forza del quale il piano deve contenere «l’indicazione, laddove necessario, di fondi rischi, con specifico riferimento, per il caso di finanziamenti garantiti da misure di sostegno pubblico, a quanto necessario al pagamento dei relativi crediti nell’ipotesi di escussione della garanzia e nei limiti delle previsioni di soddisfacimento del credito».

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