Archivi autore: Lisa Scarinzi

Il danno nella responsabilità precontrattuale

Cass. Sez. II, 27.10.2021 n. 30186

Diritto delle obbligazioni e contratti – responsabilità precontrattuale – risarcimento dei danni – quantificazione

In materia di responsabilità precontrattuale il pregiudizio risarcibile è circoscritto nei limiti dello stretto interesse negativo, che è rappresentato sia dalle spese inutilmente sopportate nel corso delle trattative in vista della conclusione del contratto, sia dalla perdita di ulteriori occasioni per la stipulazione con altri di un contratto maggiormente vantaggioso.

L’onere della prova nel fondo patrimoniale

Cass. Sez. I, 25.10.2021 n. 29983

Diritto delle obbligazioni e contratti – fondo patrimoniale – onere della prova – ripartizione

Per contestare il diritto del creditore ad agire esecutivamente e anche il diritto di iscrivere ipoteca giudiziale, il debitore opponente deve dimostrare non solo la regolare costituzione del fondo e la sua opponibilità al creditore, ma anche che il suo debito verso quest’ultimo venne contratto per scopi estranei ai bisogni familiari.

Il curatore del fallimento della società di persone può agire con l’azione revocatoria per gli atti di disposizione del socio

Cass. Sez. VI, 21.10.2021 n. 29284

Diritto della crisi di impresa – fallimento – società – società di persone – revocatoria – atti di disposizione del socio – legittimazione del curatore – sussistenza

Il curatore del fallimento della società di persone ha la legittimazione ad agire per la revocatoria degli atti di disposizione del socio, atteso che, nonostante le masse del fallimento della società e quello del socio siano distinte, l’accrescimento del patrimonio di quest’ultimo, in conseguenza dell’accoglimento dell’azione, produce risultati positivi ai fini del soddisfacimento non solo dei suoi creditori particolari, ma anche dei creditori della società, il cui credito si intende dichiarato per intero anche nel fallimento del primo. Il curatore può dunque promuovere l’azione revocatoria spendendo il nome del solo fallimento sociale o di quello del solo fallimento del socio, posto che, in entrambi i casi, il passaggio in giudicato della sentenza emessa nel relativo giudizio fa stato nei confronti dei creditori di entrambe le masse.

Anche la onlus può essere dichiarata fallita

Cass. Sez. I, 20.10.2021 n. 29245

Diritto della crisi di impresa – fallimento – onlus – assoggettabilità – sussistenza

E’ assoggettabile a fallimento ed a liquidazione coatta amministrativa una società cooperativa che svolga attività commerciale secondo criteri di economicità (“lucro oggettivo”), non rilevando l’eventuale possesso della qualifica di Onlus ai sensi della disciplina speciale di natura puramente fiscale di cui al d.lgs. 460 del 1997. Né, sotto diverso profilo, hanno rilievo ai fini della verifica sulla natura commerciale dell’ente le valutazioni ed i pareri rilasciati dal MISE nell’ambito dell’attività di vigilanza, essendo tale accertamento demandato in via esclusiva all’Autorità Giudiziaria.

La parte che contesta l’usura non è onerata del deposito dei decreti ministeriali che fissano il tasso soglia

Cass. Sez. VI, 20.10.2021 n. 29240

Diritto bancario e dei mercati finanziari – usura – decreti ministeriali – produzione – necessità – esclusione

Non è onere della parte l’allegazione dei decreti ministeriali che fissano le soglie dei tassi usurari, che anzi integrano le norme penali e civili che perseguono la fattispecie. È quindi onere del giudice tenerne conto.

Il prezzo più basso di aggiudicazione all’asta di un bene non comporta di per sé la sospensione delle operazioni di vendita

Cass. Sez. III, 20.10.2021 n. 29018

Diritto delle obbligazioni e contratti – tutela dei diritti – esecuzione forzata – aggiudicazione – prezzo – sospensione – condizioni

Non integra un prezzo ingiusto di aggiudicazione, idoneo a fondare la sospensione prevista dall’art. 586 c.p.c., quello che sia anche sensibilmente inferiore al valore posto originariamente a base della vendita, ove questa abbia avuto luogo in corretta applicazione delle norme di rito, né si deducano gli specifici elementi perturbatori della correttezza della relativa procedura elaborati dalla giurisprudenza, tra cui non si possono annoverare l’andamento o le crisi, sia pure di particolare gravità, del mercato immobiliare

Quando si risponde per l’attività di terzi

Cass. Sez. II, 19.10.2021 n. 28852

Diritto della responsabilità civile – responsabilità extracontrattuale – responsabilità di padroni e committenti – condizioni

Ai fini della configurabilità della responsabilità ex art. 2049 c.c., è sufficiente che il fatto illecito sia commesso da un soggetto legato da un rapporto di preposizione con il responsabile, ipotesi che ricorre non solo in caso di lavoro subordinato, ma anche quando, per volontà di un soggetto (committente), un altro (commesso) esplichi un’attività per conto del primo.

Per l’azione revocatoria basta la consapevolezza del terzo acquirente di diminuire la garanzia patrimoniale del debitore

Cass. Sez. III, 15.10.2021 n. 28423

Diritto delle obbligazioni e contratti – azione revocatoria – atti a titolo oneroso – consilium fraudis – condizioni

Per l’esercizio dell’azione revocatoria ordinaria, è sufficiente la consapevolezza, del debitore alienante e del terzo acquirente, della diminuzione della garanzia generica per la riduzione della consistenza patrimoniale del primo, non essendo necessaria la collusione tra gli stessi.

L’utilizzatore di un bene in leasing può agire contro il venditore con l’azione di nullità della compravendita

Cass. Sez. III, 14.10.2021 n. 28024

Diritto delle obbligazioni e contratti – leasing – compravendita – nullità – legittimazione – utilizzatore – sussistenza

L’utilizzatore in leasing di un immobile è legittimato a proporre, nei confronti del venditore, l’azione di nullità del contratto di vendita.

Anche nel contratto di sale and lease back i canoni spettano al concedente

Cass. Sez. III, 14.10.2021 n. 28022

Diritto delle obbligazioni e contratti – leasing – sale and lease back – canoni – debenza – sussistenza

Nel contratto di leasing traslativo (sale and lease-back) è valida ed efficace la clausola la quale stabilisca che, in caso di risoluzione per inadempimento dell’utilizzatore, spettino al concedente i canoni già scaduti e i canoni ancora non maturati, scontati al momento della risoluzione del contratto, previa detrazione del valore di mercato del bene oggetto del contratto al momento della risoluzione. Con la conseguenza che: a) se al momento in cui il concedente esige il proprio credito (restitutorio e/o risarcitorio) nei confronti dell’utilizzatore il bene è stato già rivenduto, il concedente dovrà portare in diffalco il ricavato, salva la responsabilità del concedente ex art. 1227, comma secondo, c.c., nel caso di vendita ad un prezzo vile per propria negligenza; b) se al momento in cui esige il proprio credito nei confronti dell’utilizzatore il bene non è stato ancora rivenduto, il concedente dovrà portare in diffalco il valore commerciale del bene, stimato col criterio  del valore equo di mercato.